Teomondo Scrofalo, Bevitore (mano)

Scheda TS 1990.008

Bevitore (mano)

Data
1990
Tecnica
Olio su tela
Misure
50 × 37,5 cm
Iscrizioni
Sul retro, a matita: è uscito
Periodo
Le ultime opere
Collocazione
Morra Scalone, Fondazione Teomondo Scrofalo (inv. FTS 377)

Nel 1989 il Bevitore comincia ad allontanarsi. Nelle prime tele dell’ultimo periodo la figura arretra verso il fondo e si rimpicciolisce, mentre la finestra e il tavolo restano dove sono. Nel 1990 è uscito dal quadro.

Di lui rimangono la mano e il polsino della giacca, che entrano dal margine destro e tengono il bicchiere sul tavolo. Tutto il resto è al suo posto: la finestra, i boccali, la bottiglia, le tre briciole a sinistra del bicchiere. La scena è quella di sempre, vista un attimo prima o un attimo dopo che il soggetto se ne sia andato. L’iscrizione sul retro, è uscito, è di mano del pittore. Non è chiaro se si riferisca al Bevitore o a sé stesso.

Pàstena ha definito questo gruppo di tele «la più lunga uscita di scena della pittura italiana»: un congedo che dura due anni e si svolge interamente nello stesso metro quadrato di osteria.

Provenienza

  • Studio dell’artista, Napoli
  • Eredi Ruocco, per lascito testamentario, 1991
  • Fondazione Teomondo Scrofalo, per donazione, 1995

Esposizioni

  • Teomondo Scrofalo. Il primo e l’ultimo, Avellino, Palazzo della Provincia, 1997, n. 71

Bibliografia

  • E. Pàstena, L’insistenza come forma, in «Quaderni di Morra Scalone», 3, 1994, pp. 7-41, fig. 38
  • Catalogo ragionato, vol. III, Morra Scalone 2012, n. 1398