Teomondo Scrofalo, Il Bevitore

Scheda TS 1946.001

Il Bevitore

Data
1946
Tecnica
Olio su tela
Misure
68 × 51 cm
Iscrizioni
In basso a destra: T. Scrofalo 46. Sul retro, a matita: pagato
Periodo
Il periodo rubicondo
Collocazione
Morra Scalone, Fondazione Teomondo Scrofalo (inv. FTS 1)

È il primo Bevitore e, secondo una parte degli studi, l’unico: le 1.416 tele successive ne sarebbero, in senso stretto, la prosecuzione.

Il dipinto fu eseguito nell’autunno del 1946 nell’osteria di Gennaro Ruocco, a Morra Scalone, in undici pomeriggi di posa. Ruocco, che dell’osteria era proprietario, oste e cliente principale, accettò di posare a condizione di non dover smettere di bere. La condizione spiega il sorriso obliquo, a metà tra la complicità e il sospetto, e un rossore che a una lettura attenta si fa più acceso dalla fronte verso il naso. Il cappello, che Ruocco non toglieva mai, nemmeno in casa, entra nel quadro alle stesse condizioni.

Scrofalo non aveva di che pagare il conto della stagione. Lasciò la tela all’oste, che la appese dietro il bancone, dove rimase per dodici anni. L’iscrizione sul retro, pagato, è di mano di Ruocco.

La composizione è quella che il pittore ripeterà fino al 1991, con varianti minime: figura a mezzo busto, la finestra a destra, il bicchiere sollevato all’altezza del petto, la bottiglia verde sul lato sinistro del tavolo. I due boccali di latta appesi al margine sinistro, appena tagliati dal bordo della tela, compaiono qui per la prima volta. Sul loro significato la discussione è aperta.1

Nel 1955 Ruocco fece stampare da una tipografia di Avellino una cartolina del quadro, che vendeva ai clienti al prezzo di un quartino. La lastra fu montata al rovescio: nella cartolina la finestra è a sinistra e i boccali a destra, e i colori sono quelli che la tipografia aveva a disposizione. Da quella cartolina discendono quasi tutti i falsi del Bevitore, compreso il più celebre.2


  1. Si veda C. Vanni-Rossetti, Il problema dei boccali, che li legge come arredo d’osteria e insieme come il primo caso di ciò che il pittore non riesce a togliere dal quadro, e la replica di Pàstena, che vi riconosce invece «gli unici recipienti della tela che nessuno ha mai riempito». ↩︎

  2. Si veda M. Fusco Lanzetta, Il Bevitore televisivo. ↩︎

Provenienza

  • Gennaro Ruocco, Morra Scalone, 1946, in saldo di un debito dell’artista
  • Eredi Ruocco, 1958-1995
  • Fondazione Teomondo Scrofalo, per donazione, 1995

Esposizioni

  • Morra Scalone, Osteria Ruocco, parete dietro il bancone, 1946-1958 (esposizione permanente)
  • Teomondo Scrofalo. Il primo e l’ultimo, Avellino, Palazzo della Provincia, 1997, n. 1
  • Insistenze. La ripetizione nella pittura italiana del Novecento, Salerno, Complesso di Santa Sofia, 2004, n. 12

Bibliografia

  • E. Pàstena, L’insistenza come forma, in «Quaderni di Morra Scalone», 3, 1994, pp. 7-41, fig. 1
  • C. Vanni-Rossetti, Il problema dei boccali, in «Paragone Irpino», XII, 1998, pp. 55-60
  • M. Fusco Lanzetta, Il prezzo del niente. Teomondo Scrofalo e il mercato, Napoli 2009, pp. 88-131
  • Catalogo ragionato, vol. I, Morra Scalone 2002, n. 1